Progetto
Koan
Il progetto Koan nasce dall’esigenza di lavorare sulla presenza.
Il nome Koan, che abbiamo scelto, fa parte di un sistema didattico e pedagogico relativo allo Zen, il cui scopo è allenare l’intuito dell’allievo.
Si propone quindi una residenza coreografica sulla qualità della presenza in scena, in un processo che muove dall’improvvisazione e trova una delle possibili forme nella composizione coreografica, comprendendo anche l’azione vocale e l’arte della parola come elementi essenziali di tale ricerca.
Scopo del lavoro sarà di fornire al danzatore/performer/attore una pratica accurata che miri ad allenare l’intuito e a stabilizzare la presenza. Sviluppare il processo di ‘embodiment’, ossia comprendere la propria esperienza, integrando gli aspetti psichici, fisici e immaginativi; preparare una mente percettiva, essere e non fare. La presenza come pratica del sé. Quindi un ascolto profondo… consapevolezza… immaginazione… piacere, per poter essere a pieno ciò che si può essere…
Tutte le esperienze estetiche sono potenzialmente trasformative: il momento estetico fa parte del “conosciuto non pensato”. L’attenzione, dunque, verrà data alle relazioni che intercorrono tra pensiero, emozione e azione, per disporre così di un dialogo attivo al fine di rendere l’atto performativo sempre potentemente espressivo. L’intuizione come forma alta di conoscenza.
La Composizione Istantanea verrà utilizzata come strumento privilegiato dell’azione di ricerca (di sé) da soli, con gli altri e con la musica dal vivo.